avevo un’enorme, radicata, sciocca fiducia nella benevolenza del destino

#GiornataDellaMermoria

edizioni dEste

Quest’anno è passato presto. L’anno scorso a quest’ora io ero un uomo libero: fuori legge ma libero, avevo un nome e una famiglia, possedevo una mente avida e inquieta e un corpo agile e sano. Pensavo a molte lontanissime cose: al mio lavoro, alla fine della guerra, al bene e al male, alla natura delle cose e alle leggi che governano l’agire umano; e inoltre alle montagne, a cantare, all’amore, alla musica, alla poesia. Avevo una enorme, radicata, sciocca fiducia nella benevolenza del destino, e uccidere e morire mi parevano cose estranee e letterarie. I miei giorni erano lieti e tristi, ma tutti li rimpiangevo, tutti erano densi e positivi; l’avvenire mi stava davanti come una grande ricchezza. Della mia vita di allora non mi resta oggi che quanto basta per soffrire la fame e il freddo; non sono più abbastanza vivo per sapermi sopprimere.

LeviRicorda

Primo Levi

Se questo è…

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io non guardo – tema #stalking a #speakeasy 6 febbraio, Teatro Santuccio Varese

Io non guardo: la questione di genere sul palco di Speakeasy Varese.
Il teatro indipendente racconta la violenza dell’amore dal punto di vista di un carnefice.

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Venerdì 6 febbraio alle ore 21.00 sul palco del Teatro Santuccio torna Speakeasy Varese. La rassegna dei giovani artisti curata da Stefano Beghi e KarakorumTeatro continua il suo viaggio nei grandi temi del mondo contemporaneo offrendo al suo pubblico un’occasione per riflettere su un tema drammaticamente attuale, lo stalking, che Matteo Sanna (uno dei fondatori di KarakorumTeatro) affronta con coraggio provando a raccontare il punto di vista di un carnefice.

Io non guardo è una storia d’amore. Lui è un uomo da sposare: presente, attento, innamorato. Lei, che vive nell’appartamento di fronte, potrebbe anche amarlo, se solo sapesse della sua esistenza. Nel segreto del suo appartamento, Lui programma una vita insieme a Lei: progetta i metodi per conquistarla, inventa un modo per farla ridere, e le parla, ovviamente, senza che Lei possa sentirlo. L’uomo passa il suo tempo alla finestra a studiare i movimenti di Lei, e come un telecronista ne segue ogni passo, commentando scelte, drammi e dolori. La sua vita viene lentamente erosa dal desiderio di osservarla continuamente: la vanità e la paura non gli permettono di fuggire dalla sua stessa brama. In una conversazione a senso unico, l’uomo diventa allo stesso tempo intervistatore ed intervistato, vittima e carnefice: è prigioniero della sua stessa ossessione che gli impedisce di distogliere lo sguardo.

Alle 20.00 il consueto incontro ad accesso gratuito a cura di Edizioni dEste. La psicoterapeuta Marta Zighetti, con la moderazione di Annalisa Brugnoni, dialogherà insieme al pubblico sul confine tra amore e ossessione.

Anche grazie all’aperitivo organizzato da Twiggy Cafè (disponibile dalle 19.30 direttamente in teatro), Speakeasy Varese si ribadisce uno spazio di incontro aperto a tutti e offre un’importante occasione di confronto e riflessione per le persone che cercano una proposta culturale che accoglie, tramite l’arte, tematiche di attualità.

Ingresso 10 Euro, ridotto (per studenti, convenzionati e attori professionisti) 8 euro. Info e prenotazioni www.teatrosantuccio.it/speakeasy – speakeasy@karakorumteatro.it

1984 (immagina uno stivale che calpesta un volto umano…per sempre.)

nel 1950 moriva George Orwell

edizioni dEste

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“Come fa un uomo ad affermare il suo potere su un altro uomo, Winston?”
Winston ci pensò un po’ su. “Facendolo soffrire” disse infine.
“Esattamente. Facendolo soffrire. L’obbedienza non basta. Se non soffre, come si fa a essere sicuri che egli non obbedisca alla sua volontà, anziché alla tua? Il potere consiste appunto nell’infliggere la sofferenza e la mortificazione. Il potere consiste nel fare a pezzi i cervelli degli uomini e nel ricomporli in nuove forme e combinazioni di nostro gradimento. Riesci a vedere, ora, quale tipo di mondo stiamo creando? Esso è proprio l’esatto opposto di quella stupida utopia edonistica immaginata dai riformatori del passato. Un mondo di paura, di tradimenti e di torture, un mondo di gente che calpesta e di gente che è calpestata, un mondo che diventerà non meno, ma più spietato, man mano che si perfezionerà. Il progresso, nel nostro mondo, vorrà dire soltanto il…

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