La voragine del cibo sprecato 5 milioni di tonnellate all’anno finiscono nell’immondizia

Dal quotidiano La Stampa di domenica 9 luglio un articolo che parla della legge Gadda sullo spreco alimentare per la grande distribuzione di cui Edizioni dEste ha prodotto uno spot e pubblicato le linee guida in un volume speciale, a tiratura limitata, su carta ecologica.

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Il paradosso: le promozioni e gli sconti inducono ad acquisti eccessivi. Una legge favorisce le donazioni dell’invenduto per ridurre il fenomeno

I volontari delle Onlus passano due volte a settimana, nel primo pomeriggio. Scendono dai furgoni con le cassette, alcune raffreddate da mattonelle del ghiaccio, e caricano il cibo selezionato dai responsabili di reparto del supermercato. Molta frutta e verdura, ma anche pasta, pelati. «Tutto ciò che è ancora commestibile, che non è scaduto, ma per qualche motivo non è più utilizzabile da noi», spiega il responsabile del punto vendita Coop del quartiere popolare di Milano. Incluse confezioni danneggiate o dalle quali si è staccata un’etichetta. «Quasi tutto tranne i surgelati, perché garantire la catena del freddo è più delicato».

 

La lotta allo spreco di cibo è uno scontro di formiche contro un colosso senza volto. Un sistema agroalimentare con perdite lungo tutta la filiera, che nella sola Europa arriva a buttare 88 milioni di tonnellate di alimenti all’anno. L’Italia fa la sua parte, con 5 milioni. Anche se, da qualche mese, almeno recuperare alimenti da destinare a chi ne ha bisogno dovrebbe essere più facile. Lo scorso settembre è entrata in vigore la «legge Gadda» che ha l’obiettivo di ridurre il cibo buttato lungo la catena della produzione e della distribuzione, favorendo le donazioni. Un supermercato o un panificio che volessero dare via prodotti invenduti si scontravano con una giungla normativa.

 

La nuova legge ha semplificato le cose, prevedendo ad esempio solo delle dichiarazioni consuntive a fine mese per chi dona. Finora però l’interesse arriva soprattutto da parte di chi ha le spalle più larghe. «Ora le imprese stanno cercando di inserire le donazioni nei propri processi organizzativi», spiega Stefano Crippa, direttore area comunicazione di Federdistribuzione, l’associazione che rappresenta la grande distribuzione. «Nel primo mese dall’entrata in vigore abbiamo ricevuto tante telefonate di aziende che non avevano mai donato e che volevano informarsi, incluse catene che stanno arrivando in Italia e professionisti che lavorano coi negozi», commenta Laura Bellotti, addetta stampa del Banco Alimentare, Onlus specializzata nella raccolta e redistribuzione di cibo in surplus, con 21 magazzini in tutta Italia.

 

La lotta alle perdite alimentari è ormai entrata nell’agenda politica internazionale: Onu e Unione europea si sono date come obiettivo di dimezzarle entro il 2030. L’Italia è stata tra i pochi a darsi una normativa al riguardo, anche se non prevede sanzioni, diversamente da quella francese. Un passo in avanti, ma non ancora un balzo. «Ha ratificato quello che già facevamo», dice il responsabile vendite della Coop milanese. «Facilita chi già faceva recupero, ma sulle piccole realtà della distribuzione c’è ancora poco miglioramento», commenta Andrea Segré, professore di Politica agraria all’università di Bologna, che da anni studia il tema dello spreco. Un problema sistemico, che continua ad autoalimentarsi. Paradossalmente aggravato dalla crisi, perché induce i consumatori in difficoltà economica a buttarsi su promozioni inutili che portano a scarti all’ultimo anello della catena, quando il recupero è impossibile. O a ridurre l’acquisto di cibi freschi, come sostiene la fondazione Enpam.

 

L’Europa negli ultimi mesi sta spingendo molto su questo fronte. A giugno la Commissione ha però sottolineato l’assenza di numeri e misurazioni chiare sul fenomeno: «i dati sullo spreco alimentare in Europa sono insufficienti». La mancanza di strumenti efficaci sulla quantificazione e il monitoraggio dello spreco riguarda anche l’Italia. Inoltre, da noi, non sono stati individuati target nazionali di riduzione. E manca una integrazione al livello della pianificazione regionale e comunale, necessaria per far decollare la legge.

 

I casi San Stino e Catania

A fare la differenza potrebbero essere i Comuni, nel caso in cui decidessero di premiare chi fa recupero, di fatto riducendo i propri rifiuti. Qualcuno, in ordine sparso, ci sta pensando. Come ha fatto San Stino di Livenza, piccolo centro vicino a Venezia. «Siamo stati i primi a introdurre uno sconto del 20 per cento sulla parte variabile della Tari, la tassa sui rifiuti, per aziende e supermercati, commisurando la riduzione sul cibo donato», spiega l’assessore all’Ambiente e all’Urbanistica Stefano Pellizzon. «C’è molto interesse da parte dei supermercati e per i donatori non ci sono più scuse», prosegue Pellizzon. «Però se la raccolta aumenta bisogna che le associazioni siano attrezzate.

 

Parlando con altri amministratori vedo che il problema più grosso è avere abbastanza volontari, specie se devi gestire il fresco, prodotti deperibili». Recuperare il cibo rimasto intrappolato lungo la filiera è infatti una questione di logistica. Di furgoni, frigoriferi, organizzazione, bolle. Lo sa bene Lino Frazzetto, ex imprenditore siciliano, ora pensionato, che da tempo insieme ad altri volontari del Banco Alimentare pianifica la raccolta e distribuzione di prodotti invenduti a Catania e dintorni. Almeno una volta a settimana un furgone gemellato e un camion con cella frigorifera fanno il giro dei supermercati e dei depositi delle industrie convenzionate. Imbarcano pasta, latte, zucchero, farina, legumi, passate di pomodoro, ma anche prodotti freschi, vicini alla scadenza, che devono essere refrigerati e ridistribuiti in fretta. Sbarcano la merce al magazzino, un capannone di 1300 metri quadri, che si trova a una decina di km da Catania. E da lì fissano l’appuntamento con 450 strutture, parrocchie e associazioni che si occupano di distribuire il cibo a chi ha difficoltà economiche. «Tutto viene tracciato, quello che entra e quello che esce», racconta Lino.

 

Il ruolo dei singoli

E’ passato ancora poco tempo dall’entrata in vigore della legge e non ci sono dati sulla sua efficacia. «Non ne abbiamo perché ancora non è stato fatto il tavolo ministeriale che dovrebbe occuparsi anche della misurazione di quanto si recupera», spiega Segré. Peraltro si trovano stime diverse anche sul ruolo giocato dai vari settori della filiera. Un dettaglio non da poco per capire dove intervenire, oltre al livello delle famiglie, dove però ormai le eccedenze sono date per perse.

Negli ultimi anni si è concentrata molto l’attenzione sul ruolo dei consumatori, che in effetti sprecano tanto, almeno il 43%, e anche di più secondo altre stime. Ma il 57% delle eccedenze si genera comunque lungo la filiera precedente, secondo dati del Politecnico di Milano.

 

Ed è difficile capire quanto incidano i meccanismi nascosti lungo la catena anche sul comportamento dell’utente finale. «La grande distribuzione è virtuosa se guardiamo al suo bidone della spazzatura», commenta Luca Falasconi, ricercatore al dipartimento di scienze agroalimentari dell’università di Bologna. «Tuttavia quando chiede mele tutte uguali ai produttori, o quando scarica il magazzino facendo delle promozioni tre per due, di fatto trasferisce il problema a monte o a valle. Tu acquirente pensi di fare un affare, ma poi non riesci a consumarlo».

 

Secondo Coldiretti – che stima lo spreco agricolo solo all’8% – ci sono metodologie organizzative che riducono le perdite agroalimentari: «Ad esempio i mercati dove si fa vendita diretta, in cui i prodotti viaggiano meno e non arrivano da produzioni massive», dice Rolando Manfredini, il suo responsabile della sicurezza alimentare. Una direzione in cui altri si spingono ancora di più, immaginando ruoli diversi per chi produce e chi consuma: dai gruppi di acquisto solidali agli orti urbani.

 

«Tutto ciò che raccorcia la filiera e avvicina i prodotti al consumatore aumenta l’efficienza ma anche la consapevolezza», commenta Francesco Gesualdi, del Centro nuovo modello di sviluppo, da anni alfiere del consumo critico. «Se crei coinvolgimento e un rapporto più diretto fra produzione e consumo allora non butti più via il cibo cui hai dedicato tempo e vita. La lotta allo spreco è un segnale importante, ma da lì bisogna andare oltre».

 

http://www.lastampa.it/2017/07/09/italia/cronache/la-voragine-del-cibo-sprecato-milioni-di-tonnellate-allanno-finiscono-nellimmondizia-cI0Dw73Wjawe0K7kCg7XSP/pagina.html

Fior d’impresa, il contest, il video e l’ebook in freedownload

E’ disponibile in #freedownload, ovvero gratuitamente, su tutte le piattaforme per #ebook, Fior d’impresa, la nuova opera di Edizioni dEste, in collaborazione con Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Alto Milanese. Il libro, che porta la firma di Sabrina Minetti e Massimiliano Comparin, è una raccolta di dieci storie imprenditoriali nata dal desiderio di mostrare alle nuove generazioni la bellezza del fare impresa.
Una tiratura limitata in formato cartaceo è stata pubblicata per premiare i vincitori di un contest che ha coinvolto le classi terze degli istituti superiori del territorio.
Vincitore del concorso è stato il progetto ‘TRE ERRE’ realizzato dalla classe 3°D dell’Istituto Torno di Castano Primo.
A convincere la giuria è stata proprio un’idea innovativa di business, presentata in modo molto originale. I ragazzi si sono infatti improvvisati attori realizzando un video con un’intervista doppia all’Amministratore Delegato e al tecnico di laboratorio dell’azienda virtuale TRE ERRE.
Dall’acronimo Reduce, Reuse e Recycle, l’impresa da loro immaginata si distingue nel settore del risanamento ambientale grazie a tecniche all’avanguardia di analisi del suolo. La premiazione di oggi presso l’Istituto Torno di Castano Primo è stata l’occasione per far conoscere tutti i progetti in gara: ‘FILAX’ dell’Istituto Maggiolini, un’impresa dedicata alla vendita di libri scolastici digitali e alla produzione di dispositivi elettronici per studenti; l’agenzia di viaggi del Liceo Galileo Galilei ‘DUGO’N’GO’, specializzata in viaggi ecosostenibili; la radio scolastica ‘CIRKUS RADIO’ dei ragazzi del Liceo Linguistico d’Arconate e d’Europa; e lo studio intervista dell’azienda BEPLAST del Liceo Cavalleri.
I lavori sono stati esaminati da esperti che hanno valutato la presentazione, originalità e realizzabilità dell’idea. Ad esprimere il loro giudizio Egidio Alagia, Presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Alto Milanese, Antonio Calabrò, giornalista e Consigliere Delegato Fondazione Pirelli, Luca Rancilio, Fondatore Rancilio Cube, Monica Rivelli di FEDUF Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio.
I vincitori sono stati inoltre invitati all’Assemblea Generale dell’Associazione il 13 giugno, occasione anche per visitare la Pietro Carnaghi, eccellenza del territorio.
Ecco il link al video prodotto per il progetto
https://www.youtube.com/watch?v=BiHjb7Rn4Vs 

 

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FIOR D’IMPRESA

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Sabrina Minetti e Massimiliano Comparin

Genere: storie di azienda/biografie

Formato: ebook

Prezzo: opera a divulgazione gratuita

ISBN: 9788898726745

Il professor Witt Gestein, trasferitosi da poco dalle montagne del Trentino, insegna matematica  all’istituto agrario. Deciso e pungente con gli alunni, si impietrisce soltanto davanti a Stella Ferraresi, affascinante preside della scuola.
Quando i suoi studenti marinano in massa la prima verifica dell’anno, con i colleghi decide di punirli annullando il tanto desiderato viaggio a Londra previsto. Ma il lancio di un concorso sul tema dell’impresa da parte della locale associazione degli industriali gli suggerisce un nuovo possibile sviluppo: se i ragazzi parteciperanno al contest con impegno e autonomia, la decisione dei professori potrà essere riconsiderata.
Inizia così l’avventura dei cinque protagonisti: Giulia, condottiera dark, Chiara, frizzante fashion victim, Gabriele, tutto moto e ragazze, Enrico, il nerd che nasconde un segreto, e Daniele, appassionato di rugby e di libri.
La loro sarà una vera caccia al tesoro. Il tesoro delle
imprese che rendono unico il loro territorio. Il tesoro della loro amicizia, che diventerà più forte. Il tesoro della loro capacità di  guardare oltre: la loro sarà… una grande impresa.

 

 

XXIX salone internazionale del libro di Torino – Il demonio di Sant’Andrea – le immagini

La storica Tipografia Galluccio di Polistena (RC) con la casa editrice varesina Edizioni dEste ha presentato, al XXIX Salone Internazionale del Libro di Torino, un dibattito sulla tematica della questione meridionale, traendo spunto dal romanzo di Gaetano Allegra, Il demonio di Sant’Andrea (©2015 Edizioni dEste, prefazione di Rita Borsellino, postfazione di Eugenio Bennato )

In occasione del XXIX Salone Internazionale del Libro 2016 di Torino, presso lo spazio Regione Calabria, giovedì 12 maggio alle ore 18:00, si è tenuto l’incontro in presenza del rappresentante della regione, Giuseppe Aieta. Attraverso la storia del Mezzogiorno, partendo dal periodo precedente l’unità d’Italia, è stata esposta una visione obiettiva e costruttiva, con uno sguardo alle risorse di allora e di oggi del Meridione d’Italia.

Ospiti:
-Gaetano Allegra, giornalista, autore del romanzo storico Il demonio di Sant’Andrea (Edizioni dEste ©2015),
– Giuseppe Aieta, referente per l’ Assessore alla Cultura della Regione Calabria
-Giuseppe Musolino, presidente dell’associazione Un’altra storia, per la sezione di Varese,
-Pier Luigi Auddino, insegnante di lettere,
-Alessandro Galluccio, editore (Edizioni dEste) e titolare della Tipografia Galluccio di Polistena (RC),
-Annalisa Brugnoni (redazione Edizioni dEste)

Il link all’intervista a Gaetano Allegra a cura del Sistema Bibliotecario Lamentino

 

corporate [g]ripping stories

cover eng

Titolo: corporate [g]ripping stories

Autore: AA.VV.

Isbn: 9788898726516

Prezzo: 0,00€ (freedownload)

Formato: epub, mobi e pdf

This publication is part of the Mamma, che impresa! project, a workshop that promotes corporate culture, founded on the initiative of Rancilio Cube and open to collaborations and synergies.

The stories of nine bright business case-histories, narrated, together with professional writers, by those who have founded them and lead them, and the stories that won a national essay contest for students from Italian schools, called to bring youths closer to the idea of ​​entrepreneurship and its importance.

One of the ten stories by the very young writers acts as a common thread, as it’s extraordinarily capable of covering all the key elements of best entrepreneurship.

After #librosospeso, dedicated to the incredible story of a young independent bookseller, another confirmation of the parnership between Rancilio Cube and dEste, a publishing house oriented towards innovation and attentive to young audiences, with the further contribution of Feduf Foundation for Economic Financial and Savings Education that has promoted and coordinated the literary prize for schools.

Ebook disponile in freedownload nei formati epub, mobi, pdf

http://www.amazon.it/corporate-ripping-stories-mamma-impresa-ebook/dp/B019ERQ7YW/ref=pd_ecc_rvi_1

http://store.streetlib.com/corporate-g-ripping-stories

https://www.bookrepublic.it/book/9788898726516-corporate-gripping-stories/

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storie d’impresa [av]vincenti

cover ita

 

Titolo: storie d’impresa [av]vincenti

Autore: AA.VV.

Isbn: 9788898726509

Prezzo: 0,00€ (freedownload)

Formato: epub, mobi e pdf

Questa pubblicazione è parte del progetto Mamma che impresa!, un laboratorio che promuove la cultura di impresa, nato per iniziativa di Rancilio Cube e aperto a collaborazioni e sinergie.

Le storie di nove luminose case history imprenditoriali, raccontate, insieme a scrittori professionisti, da chi le ha fondate e le conduce, e i racconti che hanno vinto un concorso letterario nazionale per gli studenti delle scuole italiane, indetto per avvicinare i più giovani all’idea dell’imprenditorialità e alla sua importanza.

A fare da fil rouge vi è uno dei dieci racconti dei giovanissimi, straordinariamente capace di percorrere tutti gli elementi salienti della migliore imprenditorialità.

Dopo #librosospeso, dedicato all’incredibile storia di una giovane libraia, si riconferma il sodalizio fra Rancilio Cube e Edizioni dEste, casa editrice orientata all’innovazione e attenta al pubblico dei giovani, con l’ulteriore apporto di Feduf Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio che ha promosso il premio per le scuole.

Il viaggio di esplorazione di Mamma che impresa! continua. Altre storie racconteremo.

ecco le piattaforme da cui è possibile scaricare l’ebook in fredownload nei formati epub, mobi e pdf

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