XXIX salone internazionale del libro di Torino – Il demonio di Sant’Andrea – le immagini

La storica Tipografia Galluccio di Polistena (RC) con la casa editrice varesina Edizioni dEste ha presentato, al XXIX Salone Internazionale del Libro di Torino, un dibattito sulla tematica della questione meridionale, traendo spunto dal romanzo di Gaetano Allegra, Il demonio di Sant’Andrea (©2015 Edizioni dEste, prefazione di Rita Borsellino, postfazione di Eugenio Bennato )

In occasione del XXIX Salone Internazionale del Libro 2016 di Torino, presso lo spazio Regione Calabria, giovedì 12 maggio alle ore 18:00, si è tenuto l’incontro in presenza del rappresentante della regione, Giuseppe Aieta. Attraverso la storia del Mezzogiorno, partendo dal periodo precedente l’unità d’Italia, è stata esposta una visione obiettiva e costruttiva, con uno sguardo alle risorse di allora e di oggi del Meridione d’Italia.

Ospiti:
-Gaetano Allegra, giornalista, autore del romanzo storico Il demonio di Sant’Andrea (Edizioni dEste ©2015),
– Giuseppe Aieta, referente per l’ Assessore alla Cultura della Regione Calabria
-Giuseppe Musolino, presidente dell’associazione Un’altra storia, per la sezione di Varese,
-Pier Luigi Auddino, insegnante di lettere,
-Alessandro Galluccio, editore (Edizioni dEste) e titolare della Tipografia Galluccio di Polistena (RC),
-Annalisa Brugnoni (redazione Edizioni dEste)

Il link all’intervista a Gaetano Allegra a cura del Sistema Bibliotecario Lamentino

 

recensione de I cento veli

Vi proponiamo una recentissima recensione da parte di un lettore di Riva del Garda che ha espresso il suo pensiero su Amazon

“L’autore è riuscito a compiere un vero e proprio capolavoro nel costruire sulla base di un capitolo atroce della nostra storia recente un romanzo commovente e coinvolgente.
L’incipit, non immediatamente drammatico, si è poi rivelato quasi geniale nel far percepire al lettore il profondo mutamento che avveniva nel personaggio principale. Ho fatto fatica a interrompere la lettura, fino a innestarmi con sempre maggior sorpresa sugli episodi storici intorno a cui è costruito il romanzo.
Ancora più straordinaria è stata la profonda empatia che l’autore è riuscito a suscitare per un personaggio che non apparirà mai, ma che il lettore percepirà sempre più nettamente, sentendolo sempre più vicino. Mi ha ricordato molto “Non temerò alcun male”, un capolavoro negletto di Robert Heinlein, in cui l’ombra di Eunice, che per forza di cose non sarà mai presente direttamente, riesce a commuovere intensamente il lettore.
Gli episodi storici sono poi descritti con accuratezza e trasparenza, ricordandoci quanto l’opinione pubblica possa essere manipolata. Con la crisi ucraina in corso, il romanzo si rivela anche di drammatica attualità: illustra proprio alcuni aspetti perversi della politica americana nei Balcani e ci ricorda che la verità storica spesso non esiste più nella coscienza collettiva, ma è rappresentata solo dalla tesi di chi vince. Impariamolo e cerchiamo di non lasciar trascinare la Nato in una nuova avventura in Ucraina …
Grazie Massimiliano, spero di aver espresso a sufficienza quanto mi ha fatto provare questo romanzo, perché mi sento in debito per quanto ho provato durante la lettura.
Lo raccomando a tutti: per leggere con piacere, per farsi trascinare in una storia intensa e coinvolgente, per non dimenticare, per trarre insegnamento dalla storia e, non da ultimo, per imparare a non farsi manipolare.”

Di L.K.Brass (Riva del Garda TN)

centoveli

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.  

Chi è contento che sulla terra esista la musica.

Chi scopre con piacere una etimologia.

Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.  

Il ceramista che premedita un colore e una forma. 

Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.

Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.  

Chi accarezza un animale addormentato.

Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. 

Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. 

Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

borgesok

Jorge Luis Borges