non è in somma amor, se non insania

Chi mette il piè su l’amorosa pania,  

cerchi ritrarlo, e non v’inveschi l’ale; 

che non è in somma amor, se non insania,

 a giudizio de’ savi universale:

 e se ben come Orlando ognun non smania,

 suo furor mostra a qualch’altro segnale.

 E quale è di pazzia segno più espresso

 che, per altri voler, perder sé stesso?

 Vari gli effetti son, ma la pazzia

 è tutt’una però, che li fa uscire.

 Gli è come una gran selva, ove la via

 conviene a forza, a chi va, fallire:

 chi su, chi giù, chi qua, chi là travia.

 Per concludere in somma, io vi vo’ dire:

 a chi in amor s’invecchia, oltr’ogni pena,

 si convengono i ceppi e la catena.

 

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(Ludovico Ariosto, L’Orlando Furioso canto XXIV, ottave I-II)

L’amore non ha mezzi termini; o perde, o salva

Una delle magnanimità delle donne è cedere. L’amore giunto all’altezza in cui è assoluto, si combina con non so quale accecamento del pudore. Ma quanti pericoli correte, o anime nobili! Spesso voi date il cuore, noi prendiamo il corpo. Il cuore vi rimane, e voi lo guardate fremendo nell’ombra. L’amore non ha mezzi termini; o perde, o salva. Tutto il destino umano è questo dilemma. Questo dilemma, perdita o salvezza, non c’è fatalità che lo ponga più inesorabile dell’amore. L’amore è vita, quando non è la morte. Culla e anche sepolcro. Lo stesso sentimento dice sì e no al cuore umano.

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Victor Hugo

I miserabili

i vinti che levano le braccia disperate…

Il cammino fatale, incessante, spesso faticoso e febbrile che segue l’umanità per raggiungere la conquista del progresso, è grandioso nel suo risultato, visto nell’insieme, da lontano. Nella luce gloriosa che l’accompagna dileguansi le irrequietudini, le avidità, l’egoismo, tutte le passioni, tutti i vizi che si trasformano in virtù, tutte le debolezze che aiutano l’immane lavoro, tutte le contraddizioni, dal cui attrito sviluppasi la luce della verità. […] Solo l’osservatore, travolto anch’esso dalla fiumana, guardandosi attorno, ha il diritto di interessarsi ai deboli che restano per via, ai fiacchi che si lasciano sorpassare dall’onda per finire più presto, ai vinti che levano le braccia disperate, e piegano il capo sotto il piede brutale dei sopravvegnenti, i vincitori d’oggi, affrettati anch’essi, avidi anch’essi d’arrivare, e che saranno sorpassati domani.

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Scorcio di Aci Trezza, da La terra trema di Luchino Visconti

I Malavoglia

Giovanni Verga

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la Sicilia rurale fotografata da Giovanni Verga

 

Parlami della tua ombra

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Carl Jung, nella sua teoria psicanalitica, sosteneva che ogni individuo presenta una dualità, un’ombra oscura che dobbiamo imparare a conoscere, perchè non diventi il nostro peggior nemico.

Di quest’ombra parla Sergio di Siero che nel suo giallo, tramite la metafora dell’alchimia, conduce il lettore in una Napoli sotterranea, sconosciuta ai più, dove i protagonisti compiono il loro percorso verso la conoscenza.

Un romanzo psicologico, colto, artistico e intriso di spunti di riflessione in cui immancabilmente ci si ritrova a pensare alla propria esistenza, come fossimo davanti ad uno specchio in cui fatichiamo a guardarci.