Benedetto Croce: pensiero politico e costituzionale – Cristiano De Sanctis

Un saggio sul pensiero di Benedetto Croce, “costretto per sincero interesse e brama di chiarezza a filosofare”, e sulla sua azione politica. Cristiano De Sanctis parte dalla descrizione dello sviluppo del sistema filosofico di Croce fin dai suoi primi studi sul concetto e il rapporto tra arte, scienza e storia. L’autore si sofferma poi sulla critica crociana al Marxismo arrivando, infine, alla elaborazione del pensiero sulla Filosofia dello Spirito. Croce si accosta fin da giovane alle teorie di Francesco De Sanctis, considerato suo maestro di metodologia storica-letteraria, oltre che alla filosofia idealista di Johann Friedrich Herbart. Grazie ai propri saggi sul marxismo e il materialismo storico, nonché alle interpretazioni di Engels, Croce si avvicina criticamente a Hegel per costruire il suo sistema filosofico. Con l’analisi dell’opera Etica e Politica, Cristiano De Sanctis espone il pensiero politico di Croce, la sua visione etica dello stato e la  concezione liberalista come costante condotta di vita e fonte di un dissidio interiore fra la scelta di dedicarsi interamente agli studi e quella di fornire il proprio contributo civile. Infine, l’autore esamina la partecipazione di Croce alle vicende politiche dall’armistizio del 1943 fino alla formazione e all’attività dell’Assemblea costituente e ripercorre i suoi interventi da Padre Costituente e la sua difesa dei principi di libertà su cui aveva fondato la propria vita.

Autore: Cristiano De Sanctis

ISBN: 9788898726837

prezzo di copertina: € 2,99

formato: eBook

uscita: ottobre 2018

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Cristiano De Sanctis, nato nel 1973 a Roma, ha da sempre coltivato la passione per gli studi letterari e storici, così da conseguire con successo la Laurea in Lettere Moderne e la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari presso l’Università La Sapienza di Roma.

Non ha d’altronde trascurato l’attenzione all’attualità politica e sociale approfondita con le Lauree in Scienze della Pubblica Amministrazione e in Studi Europei presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre.

Dato il vivo interesse per l’ambiente delle biblioteche e delle ricerche bibliodocumentali attualmente lavora come bibliotecario presso l’Università La Sapienza, mantenendo fermo il desiderio di conoscenza in varie discipline ed aggiornamento sulle scienze biblioteconomiche.

La sua condizione di disabilità fisica non gli ha impedito di raggiungere con ottimi risultati gli obiettivi desiderati.

DE SANCTIS PER BIO (2)

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Guido Castelli, Coi piedi per terra

C’è bisogno di territorio, di relazioni, di comunità per ridare anima alla politica; affinché la politica possa aiutare i cittadini a risolvere i problemi. D’altronde è a questo che dovrebbe servire. Ma senza avere i piedi ben piantati per terra, nei territori, nella realtà – come il gigante Anteo della mitologia – la politica ha perso credibilità ed efficacia. Da qui vuole ripartire Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno da quasi dieci anni, delegato dell’Anci (l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia) alla finanza locale, candidandosi (non da oggi) come “apostolo dei Comuni”, in un’Italia da sempre terra di municipalismi e di vocazioni autonomiste (Guido Castelli, “Coi piedi per terra”, Edizioni dEste, 176 pagine, 12 euro).

La ricetta dell’autonomia e della sussidiarietà è l’unica – secondo Castelli – che può ridare fiato e futuro a un Paese in affanno: dalla burocrazia ingessata, più attenta ad adempiere che a funzionare, alle macerie non rimosse a due anni dal terremoto; dalla crisi della rappresentanza all’emergenza sicurezza; dalla paura e dalla rabbia che covano ovunque alla speranza di una politica che ritrovi la P maiuscola.

“Il nostro Paese soffre da sempre di una distanza tra cittadini e Istituzioni – scrive Castelli – che si radica sulla percezione di uno Stato “nemico”. Rapace, ostile, separato dalla vita reale. Una nuova cultura dello Stato ha bisogno dei territori, della loro vivacità, del loro buon senso. È nel territorio che vive la comunità, è nel territorio che si manifesta la solidarietà e la coesione sociale”. Castelli che non si augura “un partito dei sindaci”, ma è convinto che la classe dirigente, che nei sindaci d’Italia si è costruita e manifestata, possa “contaminare con la propria cultura di governo partiti e movimenti politici”.

Eppure i sindaci sono stati presi in trappola – scrive Castelli – “tra l’accusa di omissione di atti di ufficio, se non fanno, e quella di abuso d’ufficio se fanno troppo o troppo velocemente. È una follia. Troppe norme e scritte troppo male affidano tutto all’interpretazione”.

La politica credibile non rinasce con la tecnocrazia, ma con la buona amministrazione dei territori in cui vivono comunità, imprese e famiglie. Il verbo autonomista e federalista può riproporsi per riaffermare la centralità della terra e dei territori, del principio di sussidiarietà. Per un’Italia dei Comuni che sa e può fidare progetti e futuro ai suoi cittadini. “Mi consento una provocazione – aggiunge Castelli nel suo libro-pamphlet – non è forse tempo di dire ‘basta riforme’? Spesso le riforme restano sulla carta, in attesa di decreti attuativi che arrivano tardi, rispetto al ‘bisogno di riforme’, e altrettanto spesso sono mal scritti. E ancora più spesso le riforme non cancellano il passato, ma complicano ulteriormente il futuro”. E infatti Guido Castelli aveva scritto due anni fa un pamphlet contro la riforma costituzionale proposta da Matteo Renzi (Guido Castelli, “No, caro Matteo”, edizioni dEste, pagine 128, euro 12), proprio per evitare quel pasticciato aggiustamento della realtà, per successive e incoerenti riforme, che ha caratterizzato gli ultimi decenni della vita nazionale.

 

cover castelli per stampa

Autore: Guido Castelli

Genere: saggistica, politica

Formato tipografico: brossura

Pagine: 176

Prezzo: 12 euro

ISBN: 9788898726813

Uscita: 21 luglio 2018

Disponibile anche nel formato eBook, ISBN: 9788898726820

Sinossi: Dalla burocrazia ingessata, più attenta ad adempiere che a funzionare, alle macerie non rimosse a due anni dal terremoto. Dalla crisi della rappresentanza all’emergenza sicurezza. Dalla paura e dalla rabbia che covano ovunque alla speranza di una politica che ritrovi la P maiuscola. Possibile? E’ la scommessa del libro di Castelli che non si augura “un partito dei sindaci”, ma è convinto che la classe dirigente, che nei sindaci d’Italia si è costruita e manifestata, possa “contaminare con la propria cultura di governo partiti e movimenti politici”. La politica credibile non rinasce con la tecnocrazia, ma con la buona amministrazione dei territori in cui vivono comunità, imprese e famiglie. Il verbo autonomista e federalista può riproporsi per riaffermare la centralità della terra e dei territori, del principio di sussidiarietà. Per un’Italia dei Comuni che sa e può fidare progetti e futuro ai suoi cittadini.

 

Guido Castelli è sindaco di Ascoli Piceno dal 2009. È responsabile Anci (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) per la finanza locale. È il presidente di Ifel (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale). Sposato, padre di un figlio. È avvocato cassazionista. Ha pubblicato nel 2016 “No, caro Matteo” per le Edizioni dEste. Alimenta un blog su “Huffington Post” e ne cura uno personale http://www.guidocastelli.it.

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