Luigi Pastore presenta “Insostenibilità” su rete104, per La versione di Jeff

Martedì 7 novembre, dalle ore 19.00 alle 21.00 ritorna La Versione di Jeff, su Rete104, come sempre condotto da Francesca Fiori, Pietro Galli e … naturalmente, Jeff.
Nella puntata di martedì sarà ospite Luigi Pastore per raccontare del suo ultimo libro, “Insostenibilità. L’alternativa e sei passaggi per attuarla”.


Potete ascoltare la trasmissione, oltre che sulle frequenze di Rete104 (a Lecco 98.400) anche in streaming dal sito http://www.rete104.it o sull’app di Rete104; potete anche intervenire in diretta con sms o Whatsapp al 33.57.104.104 – email diretta@rete104.it o telefono 0341.287050.
versione jeff
Sul sito trovate le frequenze della zona:

COMO E PROVINCIA (92.900)
LUGANO E CANTON TICINO (95.300)
SONDRIO E LIMITROFI (96.700)
BERGAMO (97.550)
BRIANZA EST (97.600)
LECCO E BRIANZA (98.400)
VALCHIAVENNA E MADESIMO (98.800)
VALTELLINA (98.800)
ALTA VALSASSINA E LAGO (99.500)
BERGAMASCA (100.600)
CREMA E LIMITROFI (101.500)
ALTOPIANO VALSASSINA (104.100)
ALTO LAGO (104.700)
LAGO SPONDA LECCO (108.000)

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ESSERE ESSERI UMANI VS MOI – La vita di Camille Claudel – 2 marzo ore 18:30 – teatro openjob metis varese

Appuntamento a giovedi 2 marzo 2017, ore 18.30: incontro di presentazione di Essere Esseri Umani con l’autrice Marta Zighetti
e di MOI – La vita di Camille Claudel. Conducono l’incontro Filippo de Sanctis, direttore del Teatro Di Varese, e Massimiliano Comparin, direttore editoriale EDIZIONI DESTE.
Ore 21:00 inizio dello spettacolo

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Moi
Di Chiara Pasetti
Regia di Alberto Giusta
Con Lisa Galantini
Associazione Culturale “Le Rêve et la vie”-Fondazione Luzzati/Teatro della Tosse di Genova

Realizzato a Varese con la colaborazione dell’Assessorato alla Cultura. Si ringrazia l’Assessore Arch. Cecchi per l’attenzione prestata a questo progetto.

Voler raccontare oggi un personaggio come Camille Claudel, scultrice francese morta dopo trent’anni di internamento in ospedale psichiatrico, è un privilegio e insieme una sfida. Ci vuole la giusta dose di follia e di pragmatica lucidità. Non è una femmina facile, incarna un universo scomodo perché di talento eccelso, si muove sul palcoscenico della vita come un animale ruvido e fragile al contempo, e non si comporta mai da vittima anche se è lei stessa vittima della società maschilista in cui vive. Lisa Galantini, sapientemente diretta da Alberto Giusta, ne rende concrete e moderne le infinite sfumature. Lo spettacolo rende omaggio alla sua vocazione e alla sua complessa personalità, e vuole regalare allo spettatore quella lezione artistica e umana che lei ha incarnato: semplicità intesa come ricchezza e cura febbrile del particolare al
servizio del tutto che diventa, nelle sue mani, sublime.

Lisa Galantini, attrice, si dedica a cinema, teatro e televisione. Lavora con registi come Tonino Conte, Franco Branciaroli, Marco Sciaccaluga e Valerio Binasco. Dirige il C.F.A. Centro di Formazione Artistica di Luca Bizzarri. Alterna l’attività di attrice a quella di insegnante e di speaker.

Alberto Giusta, attore e regista, Acting coach e socio fondatore Compagnia Teatrale Gank. Si ricordano, in particolare, le sue regie de Il Misantropo di Molière e di Questa sera si recita a soggetto di Pirandello.

Chiara Pasetti. Laureata in Filosofia (cattedra di Estetica) all’Università degli Studi di Milano, con una tesi sugli scritti giovanili di Gustave Flaubert. Prosegue gli studi con un dottorato in Letteratura francese presso l’Université de Rouen, in co-tutela con l’Università di Roma3, con una tesi su Flaubert. Le sue ricerche sono principalmente incentrate sull’estetica di Flaubert, a cui ha dedicato molti saggi e articoli in italiano e in francese. Ha pubblicato nel 2007 il volume Vita e lavori del Reverendo Padre Cruchard e altri scritti, edizioni Excelsior, che contiene quattro inediti e due racconti giovanili di Flaubert mai tradotti in italiano. Ha diretto il numero 6 della «Revue Flaubert», dedicato a «Flaubert: rêves et hallucinations». Ha partecipato a numerosi convegni internazionali in Francia e in Italia, e collabora con le cattedre di Storia della filosofia dell’Università Statale di Milano, di Letteratura francese dell’Università Roma Tre, con il Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell’Università di Varese e con il Centre Flaubert di Rouen. Negli ultimi anni i suoi studi sono incentrati sul rapporto tra letteratura e psicopatologia nell’Ottocento. Da sette anni collabora alle pagine della “Domenica” del Sole24ore. Collabora anche a “Il Giornale dell’arte”, “Elle” e “Odissea”. Ha ideato e organizzato numerosi incontri e conferenze su tematiche legate ai suoi studi. Ultimamente si è occupata della scultrice Camille Claudel, realizzando la drammaturgia dello spettacolo MOI, liberamente tratto dalla sua Corrispondenza. Sta preparando un volume su Camille Claudel per le edizioni Nino Aragno editore (Torino). Dirige la collana “Nous” per le stesse edizioni Nino Aragno. Ha curato la traduzione e la drammaturgia de La Tentazione di sant’Antonio di Gustave Flaubert, che ha debuttato a fine 2015 presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola (Genova). È presidente dell’Associazione culturale “Le Rêve et la vie”, che si occupa di letteratura francese (con particolare riguardo a Flaubert) e di figure femminili che hanno segnato la cultura della loro epoca (www.lereveetlavie.it).

Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.

E mentre meditavo sull’antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all’estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia… e una bella mattina… Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.

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Francis Scott Fitzgerald

Il Grande Gatsby